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La cellulite - quello che i colleghi medici non vi dicono o non sanno Stampa

La "cellulite" o P.E.F.S. è stata considerata per molto tempo un inestetismo tipico delle donne anzichè una patologia. Oggi finalmente assume una rilevanza medica di tutto rispetto.

La cellulite è una degradazione del tessuto adiposo sottocutaneo che maggiormente interessa i glutei e le cosce.
La sua localizzazione è dovuta all’attività degli ormoni estrogeni e quindi all’azione del’insulina.


Il fenomeno della cellulite ha inizio per la graduale degenerazione del microcircolo. Questa degenerazione provoca ritenzione idrica (ovvero eccesso di liquidi nella matrice extracellulare), e una ipertrofia degli adipociti dovuta proprio allo stimolo dell’insulina.
Questo stadio è detto "edematoso" ed è reversibile se opportunamente trattato, ma non certo da una estetista.


Segue uno stadio detto "fibroso", causato dalla degenerazione delle microfibrille nel tessuto extra cellulare, che si manifesta con il tipico aspetto "a buccia d’arancia" del tessuto.

Infine il terzo stadio della cellulite, detto "sclerotico", è caratterizzato da macronoduli in cui il tessuto è flaccido, ipotermico e dolente. Questo stadio è irreversibile e in questa fase anche il sistema linfatico risulta compromesso, cosa che si evidenzia con le cosiddette "gambe ad elefante".

Da decenni la cellulite è diventata il core business dell’industria estetica e nonostante ciò si è riusciti solo a migliorare lo stato patologico senza tutta via riuscire far guarire del tutto chi è affetto da questo fastidioso problema.

La mia risposta è molto semplice: finchè si continuano a mangiare in eccesso carboidrati come amidi e zuccheri, tutto quello che si farà non servirà a nulla.

Quando introduciamo carboidrati in eccesso, infatti, noi produciamo anche un eccesso di insulina, la quale obbliga le cellule adipose delle cosce e dei glutei ad inglobare grasso.Tale accumulo di grasso causa la morte cellulare, dando luogo ad una risposta infiammatoria che a sua volta degrada il microcircolo.
Il persistere dell'infiammazione impedisce il reflusso dei liquidi del comparto extracellulare, peggiorando il quadro clinico complessivo. Si crea quindi un danno al tessuto adiposo, il quale non riuscirà più a partecipare agli scambi e rimarrà isolato.

Tutto questo succede in seguito ad una alimentazione basata in gran parte sui carboidrati, mentre con una alimentazione diversamente bilanciata e congrua non succede.

Oltre ad agire sulla dieta, per la cura della cellulite mi avvalgo inoltre di una serie di integrazioni che:

  • aiutano l'organismo a mantentere dei livelli stabili di insulina nel sangue
  • diminuiscono le riserve di grasso, aumentando il consumo dei lipidi
  • contrastano l'infiammazione cronica
  • migliorano il microcircolo veno-arterioso e linfatico.

Con questo "attacco congiunto", la cellulite regredisce, ed il problema, soprattutto se preso negli stadi iniziali, ha ottime probabilità di trovare la sua soluzione definitiva.



 

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